CONSORZIO RFX. TRENT’ANNI DI RICERCA, INNOVAZIONE E VISIONE PER L’ENERGIA DEL FUTURO

  28/06/2026

Di Maria Teresa Orlando


Il 2026 segna un traguardo importante per il Consorzio RFX: trent’anni dalla sua costituzione. Un anniversario che invita non solo a celebrare una storia di successi, ma anche a riflettere sul percorso che ha trasformato una realtà di ricerca nata intorno a un grande esperimento di fisica dei plasmi, la macchina RFX, in uno dei principali attori della ricerca sulla fusione.


Le radici di una storia che parte da lontano

Sebbene il Consorzio RFX sia stato costituito nel 1996, le sue origini affondano in una tradizione scientifica che prende avvio alla fine degli anni cinquanta, nell’istituto di elettrotecnica dell’Università di Padova, con le prime ricerche sui plasmi di interesse fusionistico ispirate da due figure illustri dell’università patavina: il prof. Antonio Rostagni, allora direttore del Dipartimento di Fisica, e il prof. Giovanni Someda, …..

Ma sono stati il prof. Giorgio Rostagni, figlio di Antonio, e il prof. Gaetano Malesani, due giovani ingegneri avidi di curiosità scientifica, a dare impulso alle ricerche. Era l’epoca in cuii le collaborazioni scientifiche internazionali nascevamo all’ombra di locomotive sbuffanti e di quotidiani scossi a braccia alzate come segnali per riconoscersi tra la folla. La Second United Nations International Conference on the Peaceful Uses of Atomic Energy di Ginevra aveva da poco reso la ricerca sulla fusione di dominio pubblico e in tutta Europa e nel mondo si avviavano progetti e ricerche.

Intorno ai primi anni ’70 a Padova, inizia a formarsi una vera e propria scuola scientifica sui gas ionizzati grazie alla collaborazione tra Università di Padova, CNR ed ENEA che porterà alla realizzazione di esperimenti chiave, Eta Beta I e II, fino all’esperimento RFX, uno dei più importanti impianti al mondo per lo studio dei plasmi nella configurazione Reversed Field Pinch.

La nascita del Consorzio RFX il 13 maggio 1996 rappresenta il punto di svolta: un modello innovativo di collaborazione tra enti pubblici di ricerca, università e l’industria, nato per sviluppare il progetto RFX e rafforzare il contributo italiano alla ricerca europea.

Tanti e importanti sono gli avanzamenti nella fisica e tecnologia dei plasmi, riconosciuti a livello internazionale, tra questi la dimostrazione sperimentale dei fenomeni di auto-organizzazione del plasma RFP, che ha consolidato il ruolo del laboratorio di Padova come centro di eccellenza internazionale.

Parallelamente, cresce anche la capacità del gruppo di progettare e realizzare infrastrutture scientifiche complesse integrando competenze scientifiche nuove, contribuendo così allo sviluppo di tecnologie strategiche per la futura produzione di energia da fusione, inclusi i sistemi di neutral beam injection per il riscaldamento del plasma del futuro reattore a fusione.


Il Consorzio RFX oggi


Oggi il Consorzio RFX è uno dei principali laboratori dedicati alla fusione. Riunisce oltre 200 tra ricercatori, fisici, personale tecnico altamente specializzato e amministrativi, che operano in un contesto fortemente internazionale, collaborando con i principali programmi europei e mondiali del settore.

Un impegno significativo degli ultimi anni è rappresentato dal progetto Neutral Beam Test Facility (NBTF) un’importante infrastruttura di prova e sviluppo degli iniettori di particelle neutre per ITER. Ospita due esperimenti: SPIDER e MITICA che consentono al gruppo padovano di dare un contributo essenziale al più grande progetto mondiale per la dimostrazione scientifica e tecnologica della fattibilità ella fusione nucleare: ITER.


Con lo sguardo al futuro

I prossimi anni saranno decisivi per la fusione. ITER entrerà progressivamente nelle sue fasi operative e il Consorzio RFX dovrà fornire in tempo utile i risultati che attende per la sua operazione ai parametri previsti.  La comunità internazionale sta progettando i passi dimostrativi successivi a ITER per trasformare la fusione da sfida scientifica a tecnologia matura, appoggiandosi sui risultati che provengono dai diversi esperimenti in corso nel mondo.

In questo scenario il Consorzio RFX si trova in una posizione privilegiata. Le competenze nella fisica e tecnologia dei plasmi e nella progettazione e gestione di grandi impianti di ricerca, con il progetto RFX-mod2, SPIDER e MITICA, e la forte collaborazione sviluppata con il sistema industriale costituiscono una solida base per affrontare le nuove sfide della transizione energetica.

Il Consorzio RFX continua quindi a perseguire la stessa visione che ne ha guidato la nascita: trasformare la conoscenza scientifica in innovazione, per contribuire a un futuro energetico sostenibile. E in questa visione strizza l’occhio ai giovani ricercatori che sono il vero motore del cambiamento e custodi del futuro della ricerca. Sono i giovani ad essere chiamati a raccogliere l’eredità di chi ha costruito questi primi trent’anni e oltre e a guidare il percorso e le sfide che ancora attendono la fusione.


Per informazioni:

www.igi.cnr.it - mariateresa.orlando@igi.cnr.it



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